domenica 24 febbraio 2019

Vivere il perdono.

Vivere il perdono.
Quanti anni passati, tanti sono i problemi dell'oggi! Si aggiunge a questi l'immancabile disagio, rivista la vita tutta, di doverla stimare solo mediocre! C'è però una risposta alle assillanti richieste di un'anima così turbata. Quale? Raggiunta essa sarà certamente dalla benevolenza verso tutti, non appena l'azione divina tocchi un implorante! È la fede che mi dice che è continua la risposta dal cielo! Allora spero davvero almeno in un contagio indiretto del bene, destinato ad un misero ogni volta, ma che si spande, diffondendosi all'umanità tutta come potenziale risorsa. Io spero di meritare questa conseguenza d'amore divino! Come? Almeno tentando di vivere il perdono, che chiedo per questa mia vita, quasi tutta trascorsa! Ne sarò vero capace? Intanto che ha da rimproverarsi uno come me?
Come un credente può riassumere la sua vita? Essa può essere deficitaria di bene ricevuto, del donato però sopratutto, o colpevole addirittura, almeno di pusillanimità di fronte al male palese! Sempre, quando non complice della diffusa indifferenza, anche nel suo slancio più generoso manca all'anima qualcosa, ché il bene da essa diffonda. Che? C'è forse indecisione, ritrosia anche, ma sopratutto manca il coraggio, ché il poco, pur posseduto, vada all'indigente per farsi tanto! Ecco di che chiedere perdono! Poca la coerenza, talvolta molte parole, che possono alimentare la speranza di un mondo migliore, ma scarsa l'azione! Chi davvero spende tutto se stesso, la sua sicurezza, il suo poco, faticosamente cumulato? Un santo, e io certo non sono! Allora uno come me deve chiedere venia! A chi? Al Cristo la cui volontà di bene, spinta fino al possibile sacrificio, non si capì, o non si volle, e fu tacitata!
Ma basta chiedere perdono? No, occorre viverlo! Come completamente? Un pentimento che mai si rassegna, rinnovato nella contrizione! Allora, se vero così, si potrà anche sperare di essere come il misero, che la bontà divina direttamente soccorre! Accadrà vivendo con l'anima tutta, la speranza del perdono immancabile, manifesto con le parole e i gesti del Cristo! Speranza di incontro col Cristo? Sì, sarà per me con i delusi da me, gli offesi da me, dalla mia mediocrità! Sì, tutti loro sono il mio Cristo!

giovedì 31 gennaio 2019

Il miracolo dell'amore


Già nel rapporto d'amore con un “tu” particolare, c'è inconfessata meraviglia che l'altro ci sia proprio per noi. Ma di più quando, dell'altro che ci è vicino, non importa come e quanto, si riescano a capire le difficoltà! Allora occorrerà, come vuole il Cristo, aiutarlo nel superamento e con attenta discrezione, così le sue aspettative nel concretizzarle, le sue pene nel porvi rimedio o consolazione! Sì, è allora che ci si meraviglia come ci sia capitato a portata dei nostri forse assai poveri mezzi, ma impegnativi interventi, quel qualcuno, che apparentemente nulla chiede, ma forse qualcosa s'aspetta! Ecco che l'amore diventa un miracolo possibile sempre! Quale amore? È assai dolce e gratificante sentire quando un “tu” particolare ricambia il nostro sentito, che vuole che bene realizzato faccia di entrambi la ricchezza, così la gioia che ne viene! Di più complicato approccio se si vuole il proprio bene dipendente dall'attuare quello dell'altro, con risposta incerta, se si opera ché il bene tocchi la persona nelle difficoltà di cui veniamo a conoscenza! Ma è anche così che occorre far vivere la propria anima! Sì, non solo consolandola con quella del “tu”, occhi smaniosi e belli che ci guardano, eppure tanto ci faranno soffrire, ma esponendola all'incomprensione delle intenzioni e allo scherno perfino, nell'insuccesso, di chi si tenta di aiutare! L'anima poi nulla sa del perché è qui messa a vivere, strano l'ambiente, strani i personaggi suoi, ma è l'amore che le fornisce chiave di interpretazione. Stiamo qui per apprendere l'amore nelle contraddizioni, per capirlo, avvenendo la comprensione di un bene solo nel desiderio se c'è la sua mancanza, o nella tema di perderlo. Considerare l'amore vero miracolo già accaduto nel melmoso mondo abbandonato, quando la tenerezza verrà incoraggiata, trattenuta per tema, tanti gli sgradevoli ricordi, nella vita nel solo bene, qui solo sua speranza!



martedì 15 gennaio 2019

Quanto trasforma l'amore!


Trasforma l'amore? Già amare fa vivere in armonia con l'altro, rinunciando così a qualcosa del proprio sé, ma col tempo sempre più si fanno propri i suoi interessi, le sue aspirazioni, i suoi sogni e si finisce con l'esistere per l'altro, per la sua serenità, per la felicità sua! Non solo si è una persona diversa, ma trasformati un po' o tanto nell'altra! E amando il dio che c'è di simile? Si finisce con l'esistere per farlo esistere per l'altro, ché la persona cara lo ami e se ne senta amata, con la certezza che l'amore qui scambiato abbia così superato la dimensione umana, non viva più ai margini del bel giardino fiorito, appena intravisto, ma i cuori amanti ci stiano dentro! Amare il dio è divinizzare l'amore, è prestare a lui, i propri occhi, le mani, le orecchie, ché guardi, tocchi, sfiori, senta la persona amata e i sospiri suoi, è far così che sia suo quel cuore tanto gelosamente celato, attento ai più piccoli suoi moti!



martedì 1 gennaio 2019

IL dio c'è, ma dov'è?


Vecchio, mi ritrovo una vita tutta mediocre e ne vorrei perdono, ma a chi chiederlo con certezza d'ascolto? Molti problemi mi hanno accompagnato la vita tutta, irrisolti o con risposte insoddisfacenti. Così quello del dio, che ora spero chi sappia perdonare sempre. Assetato d'amore, anche umano, ho vagato desideroso d'ascolto da parte di altri uomini e più ancora di loro parole significative, in cerca di tracce divine. Ma ora credo nonostante l'indifferenza, forse solo apparente quella del dio, ma concreta di troppi. Allora scrivendone, comincio col chiedermi da onesto insipiente, quale sono rimasto nonostante la fede,

Ho, come un randagio, solo formicolato con tutti gli altri uomini sul dio, se lui è il mondo, artefice esso stesso di questo assai deludente tutto, in cui brulichiamo, e del suo e nostro destino?

Oppure il dio è distinto da questo tutto e, o sta a parte, esentato dal male, oppure è qui immerso ed è stato travolto con noi dal mondo, ospitante cattivo?

Mi chiedo anche, Può essere il dio se non è il mondo stesso, da tutto risparmiato? Quand'anche, non lo sarebbe dalle nostre assillanti richieste di aiuto, tanto siamo travagliati, e anche non dalla domanda, sempre rinnovata, di manifestarsi con quelle virtù, che ci difettano e della cui scarsità o assenza ci lamentiamo da tutta la vita da doverne chiedere perdono!

Ma constato che l'umanità non sa completamente risolversi e il problema resta, o il dio è carico di tutto il male possibile e delle rare parvenze di bene, è cioè il mondo stesso, o è portatore di solo bene. Quest'ultimo, distinto dal mondo, è il dio dei libri sacri e della speranza di quelli come me. Sì, è l'agognato da sempre dalla più parte di noi uomini! È allora, mi chiedo, anche il responsabile della penuria o assenza, qui diffuse, di serenità e bene? I credenti, io tra loro, sono solo sicuri che ne senta su sé tutto il dolore!

Il mio amore però lo vuole perdente con me, vittima di questo tutto, il mondo, che, sua creazione, gli è sfuggito, gli fa prepotenza, l'ha detronizzato e fatto povero cristo peregrino, che chiede aiuto a noi, più fortunati, e prega un trascendente, che invoca padre suo e nostro! E io lo faccio con lui e nei momenti migliori ho gli occhi al cielo anche in notti diacce come queste, ma serene. Allora gli occhi presto si velano alle parole sacre, che pronuncio e, come dice una bella canzone, vedo, socchiudendo le palpebre, le stelle farsi corona, e ne ho pace!





venerdì 28 dicembre 2018

Chi è l'amore domanda amore


Di chi ci sta accanto finiamo col conoscere, o intuire, bisogni, desideri, speranze, e ben lo chiamiamo prossimo. Perché c'è? Forse, sentiamo, col cristo, imperativa una risposta a quel che chiede o tace. Allora nel soddisfare, o almeno tentandolo, le necessità dell'altro, possiamo amare nella concretezza il dio, altrimenti sconosciuto, e per questo ci è stato da lui stesso donato come prossimo! Chi è l'amore abbisogna d'amore! Allora è per questo che tutto, questo mondo con tutti noi, gli appena esentati e chi è nella pena del bisogno, esiste?

domenica 9 dicembre 2018

Giudicati sull'amore dall'amore!


Per noi, credenti o non, il giudizio! Giudicati saremo sull'amore. Ma chi ne è vissuto pienamente non sciupandosi il cuore in altri interessi? Io ho sempre, nelle diverse epoche di vita amato! Sì, una donna, ma forse non abbastanza, come la dedizione dell'altra avrebbe meritato, o non ho saputo lottare l'apparente, ma superabile, sua indifferenza! Ma non ho rimpianti, ancora guarito da donna, questa mia! Con gli altri tutti, il prossimo, ho tentato l'amore comandato! Sono tranquillo? Niente affatto! Ho chiesto all'amore stesso perdono, ché il male nasce in chi ne difetta, e questa tentazione non deve avermi mai completamente lasciato, ché manchi ho avuto e ho, d'amore. Ma occhi, teneri con me quasi sempre, mi guardano pazienti, occhi appassionati di donna, di sposa, di madre, occhi che vedono in me il loro tutto. Sfidano la mia apparente indifferenza, seminano daccapo speranzosi la mia aridità di vecchio! Ed ecco, miracolo, rinascermi qualcosa, tenera piantina dapprima, ma che subito ben radica e si fa vigorosa! Che è? È ancora l'amore! Per chi, per che? Per questo cuore caparbio, che mi sta di fronte con occhi or teneri or severi, per gli altri, gli indifferenti pure, per la vita tutta, anche per la passata peccaminosa, senza iniziative o risposte d'amore e per quella d'oggi, aperta di nuovo alla speranza!

venerdì 30 novembre 2018

L'amore trasforma


L'amore trasforma. Il mio, lunga e ostinata la determinazione, potrebbe dire, Ecco, ho fatto di te un uomo! Vero, ma direbbe corto! Perché? Mi sento chi non solo finalmente dà a questa donna quasi l'atteso e ha vergogna dei manchi passati, ma vorrebbe per lei la gioia completa. Quale so io? Poter senza meta e tempo andare per una valle, tenendoci per mano tra erbe e fiori di primavera con alberi ondeggianti e mormoranti a far corona. Fintantoché, stanchi, adagiati sull'erba molle, attendere le lucciole parlar d'amore per poi svanire nello stellato... Sì, tutte, lucciole e stelle, per lei, affinché ciò che gli occhi ammirino nella meraviglia le facciano traboccare il cuore di gioia! Ancora, velati gli occhi con i luccichii farsi corona, aver tanta fede da poterle dire, Ecco, il buon dio anticipa qui per noi il suo paradiso!