domenica 6 dicembre 2020

Dico dall'anima a due madri

 

Che mi succede, vero che quest'anima non sa più dirti, madre del cielo? Parole stentate da non far preghiera, e aridi gli occhi come la bocca. Eppure son sempre qui i miei problemi, ma come li guardassi distanti, più non forte premono alla coscienza mia, così quelli delle persone care che ti raccomando. Squallore! E il silenzio tuo più non parla, invitandomi a dirti, e assente ti fa. E in questa tua fascinosa immagine, che pende da bianco muro, hai davvero gli occhi rivolti altrove, a chi non c'è. Ti prego ritorna nella mente dei pensieri miei e lascia sognarmi degno d'ascolto e d'avere risposta d'amore, ché altre ignori, e se ora indifferente pari, è solo per questo squallore che mi viene dall'anima.

Allora che dico dall'anima mia provata all'altra madre, che qui ancora m'ha, mentre è con lei il fratello mio?

Tanta tristezza addensata s'è
Sul tuo cammino di esperienze amare,
Che arida pietraia d'egoismo
Ti sei fatta, anima mia!
Torna, torna bambina all'umiltà,
Alla purità, alla gioia d'allora.
Esci da omuncolo tristo e capzioso,
Ché t'arrida ancora la felicità dei piccoli e dei semplici.
Lascia tante quisquilie dialettiche
In cui sbriciolata hai erudizione faticosa.
Lascia gli imbelli riposi di pensiero infruttuoso,
Esci al sole,
Dove nulla ombra aduggia
E ogni dolore scolora,
In tanta feconda luminosità
E riscalda tanto gradito calore.
E tu madre mia dolce,
Che ogni anelito di vita
Sorreggi ed inciti,
Portami lontano, fuori dell'inedia,
In cui sprofondato mi sono,
Portami altrove,
Generami, figliami daccapo!
In altro mondo, in altra epoca.
Sì, portami in te altrove.
Tanta volgarità, fatuità grossolana,
Viver non mi lascia
Ché come forza passiva,
Da ogni dove mi stringe
E mi ambascia il respiro.
Qui come braccato
Da occhiuto non amore mi sento,
Come paura mi prendesse
Che qualcuno morto mi voglia.
Forse per essere notomizzato
Su orrido banco sotto livida luce
Da ciarlatani cerusici,
Che curiosità invidiosa invogli
A settare mal celato cuore.
Sono anche creduto felice e visto sicuro!
E temo le ragioni conoscer si voglia
Di successo e fortuna.
Miopi non vedono come prostrato mi ha
Vento ottuso, sbandato all'irruenza degli eventi
E quante lacrime
Da dentro mi premono,
Che solo per non esser tanto ridicolo
Ai loro occhi pettegoli,
Anche poca dignità basta
A non cacciarle fuori.
Mentre io perfino gridare
E non parole, vorrei,
Ma voce inarticolata d'anima offesa!
Sì, fammi nascere là dove sei,

Dove ti sazi del fratello mio, sempre bambino per te,

A voi sorridente la madre del cielo!






mercoledì 2 dicembre 2020

Parole d'amore

 

Sai che mi dice muta questa bella del cielo? Certo ha il sorriso tuo alle mie parole, che sai d'amore sempre anche se l'occasione e il tono talvolta tali non le direbbero. È certo la risposta sua agli affanni di questa mia ormai sera qui, certezza che quanto mi capita è separazione ora breve da lei e poi breve da te. Allora quando sarà che separati staremo, non rattristarti, ché diventeranno attuali allora le mie parole. Sì, quelle dei tuoi ricordi! Sorridi allora come ora fai, ché tutte significano quanto entrambi t'amiamo.

sabato 28 novembre 2020

La presenza del Cristo

 


Scrivevo <<La storia tragica del Cristo misura la lotta al male vittoriosa, che Egli ha fatto destino di ciascuno>>.

Ma ora mi chiedo: La sua presenza invitta che assicura? Infatti dal male che ci attanaglia è impossibile essere esentati, salvo miracolo. Allora la vicenda tragica del Cristo che dimostra con la resurrezione Sua?

Che il male finisce veramente, risorti alla Sua vita, di cui fa a tutti dono. Ma anche che quella è ottenuta, come da Lui, passando per la propria croce e che non v'è porta diversa dalla morte per entrarvi e ottenere così la pace. Pure nel suo nome preghiamo per una tregua almeno. Possibile ci sia permessa? Egli però non la ebbe, afferrato, preso nel vortice della malvagità di uomini duri e ottusi, presenti in ogni epoca. Ma la certezza di ascolto mitiga la percezione del brutto che ci capita e questo talvolta, come una piccola vera tregua, fa oblio e ne viene dolcezza che basta per addormentarci in un bel giardino, come il promesso. E quanto la preghiera dona, viene dalla certezza della prossimità di chi ascolta, perché Egli ci è accanto sempre, quali le vicende della vita. Quindi la preziosità del Suo dono, la preghiera con Lui, non è effimera quanto le illusioni tutte durano. E la nostra è sì sofferenza per il male che nessuno risparmia, ma confortata dalla presenza Sua. Allora diciamo sì a Cristo e con Lui,...liberaci dal male!

sabato 21 novembre 2020

Che dice la fede nostra?

 


Scrivevo giorni fa sulle mie emozioni : “Tremuli questi gialli fiori di trifoglio alla brezza del crepuscolo, che sale dal mare. È un tenero scenario da piccoli sogni, com'è quest'amore, mio per la donna mia, salvo, nonostante gli anni.” Questo sentito mi suggeriva: “ Ecco, posseggo un po' dell'amore, che è carattere di Dio. Altri poco meno o di più tanto hanno. Allora l'amore, in qualche misura raggiunto da tutti, pur c'è. Sì, Dio c'è!”. Conclusione: “se Dio è pensato come chi racchiude nella persona i bisogni della nostra anima, allora c'è. Sì, proprio quei bisogni mai completamente appagati, interposto il male. Questo finirà con la morte. Permetterà essa di raggiungere Dio? Lo vuole la nostra fede! Infatti mentre la percezione personale del male ha un limite, raggiunto con la morte, ci sono bisogni dell'anima, come la bellezza, la bontà, la pace, l'amore, mai completamente appagati. Per la fede questi limiti, qui sempre solo sfiorati, mai vero raggiunti, non saranno più tali dopo la morte, perché essa è speranza di possederli in Dio”. Tutto accade come se le necessità nostre siano funzioni del tempo su cui scorre la nostra vita. Per simili funzioni, e scusa chiedo di questo linguaggio un po' troppo matematico, il limite loro non viene raggiunto, perché non c'è continuità. Qui la persona è separata dalla sua meta, il bene, dal male, questo fa la discontinuità tamponando, frenando, sminuendo, spegnendo le nostre iniziative per arricchire il bene pur possedendone l'anelito almeno. Ma al suo cessare con la morte, punto fatale, istante critico, il limite, è la speranza nostra, verrà raggiunto!Sì, vivremo in Dio!

martedì 27 ottobre 2020

Far perenne l'innamoramento

 


C'è differenza tra innamoramento e amore?Nell'innamoramento alla persona delle attenzioni si tenta di dare tutto ciò che il sentito suggerisce. Una risposta simile non è attesa, ma solo piccoli segni che facciano sperare nascente la reciprocità del sentire e manifestare. Nell'amore scambiato si vuole di più, è sempre atteso un po' almeno di contraccambio di quel che si ha nel cuore e che fa imperativo il bene per l'altro. Ecco, io nulla pretendo dalla donna mia come sia solo e da sempre, innamorato. M'accade di simile con quella del cielo? Sì, come la conosca appena, stiamo sempre nelle premesse d'amore. Me lo dicono sospiri e preghiere accorate? No, vuole così il mio stanco, vecchio cuore, che pur prova a vivere pienamente tutta la speranza di una nascente reciprocità! Ma, mi chiedo, questo mio cuore che risponde alla possibilità che il vissuto suo sia solo un'illusione come le tante che ogni vita ricorda amare e racconta? Sono gli occhi di questa mia donna, più delle parole sue, che gli dicono della bellezza dell'amore, che qui pur c'è! Sì, io so che il mio cuore è come immerso nel cielo-amore, eppure ancora tanto lontano, ma sotto quello di qui, che si illumina di stelle, pur c'è chi, proprio una piccola donna, ha tenacia nel suggerirgli la bellezza dell'altro! E questo mio cuore, Io esisto, le dice, per te, ché sicuro sei proprio tu la piccola risposta di quella del cielo, che è anche tuo. È anch'ella innamorata, io lo sento, ché le tue sono come sue parole, le tue come sue lacrime, il tuo, il suo sorriso!



sabato 10 ottobre 2020

L'ultima illusione che vorrei

 

In alcuni sono possibili anche nell'addormentamento, in molti, credo, “mortis in examine”, vaga allora la mente, illusioni sonore e visive, dette appunto “ipnoagoniche”. Naturalmente io prego per un mio paradiso fatto delle cose belle e persone qui incontrate e da questa piccola donna, tutte da continuare ad amare, ma l'anima mia contenta sarebbe pur dell'ultima “illusione” agonica. Quale? Di essere perdonato dal Dio tanto sperato. Di che? Sicuro di essere stato spesso un rinunciatario, il bene intravisto possibile e nemmeno tentato. Ma anche questo male è da scordare, forse solo bevendo come il nostro poeta nel viaggio suo nell'oltre, acqua da provvido fiume, sì, il subito e l'inevitabile sfuggito, pur buone le intenzioni!

martedì 15 settembre 2020

Speranza, offerta d'amore

 

Proprio questa problematica realtà, a chi sa leggerla, fa riconoscere la necessità che ne ha Dio, che la permette per esisterne. Infatti esiste dell'amore, risposta di chi, nonostante il vissuto, avvertendo il sofferto afflato del suo Cristo, lo ricambia. Come? Con la speranza di bene che pur accende nel suo cuore. Speranza nonostante, è offerta d'amore! Ed io, con la mia fragilità, con la pochezza del mio stare a questo mondo, sto tra quelli che, sperando nonostante, gli donano una briciola vitale, dalla loro sofferenza, che è la sua, perché è del suo Cristo. Il poco quindi, il quasi nulla che sono, necessita a chi è più del tutto. Sofferenza, bisogno d'ascolto, speranza di affrancamento, di pace, sono scambiati tramite il Cristo, e fanno amore e se ne vive! Sì, viviamo d'amore e ne facciamo vivere Dio.