domenica 21 febbraio 2021

Momenti mistici

 

Vi sono in questa vita di credenti particolari momenti fortunati, che oserei chiamare mistici, in cui la preghiera alla donna celeste dà di per sé tanta gioia, senza che la speranza di poterla ripetere qui o nell'oltre vi aggiunga del suo. Dove, quando di simili? Epoca c'è nella vita di tutti, ed è la prima infanzia, se non scalfita dal male, in cui i sogni hanno importanza di per sé, danno felicità così tanta, senza che la speranza di concretizzarli vi intervenga a farli più grandi. Tarda è oggi questa mia età, ma quanto alla prima mia lontana somiglia! Ecco, occhi di donna questi che mi guardano felici, paghi del nostro vissuto, e io altri simili momenti non chiedo, certo che tutta la mia possibile felicità essi stanno guardando. Così la gioia che ho nella preghiera è talvolta così grande da sembrare di vivere già in questo tempo e luogo, lo stesso sogno della donna del cielo, quello che le parole pronunciate, e più ancora le taciute, suggeriscono al cuore, star insieme nel suo mondo! E sogno più grande non è possibile avere.

venerdì 5 febbraio 2021

Coraggio paura e vergogna.

 


L'età che ho raggiunta, credo sia giusta per guardare indietro e rivedere la vita tutta. Mi chiedo se nella via del bene abbia proprio, questi i ricordi, spesso smarrito le orme del Cristo. M'occorre coraggio nel pensarmi vero pronto solo nei propositi, nella vita, che ha corso fin qui, scarse le realizzazioni fruttuose! Ma per quanto mi riconosca solo mediocre suo seguace, so che è dalla parte mia, ché egli ama e perdona anche gli spesso dimentichi delle opportunità o fallaci succubi delle avversità, sempre giudicate grandi e troppe dai pavidi. Così la paura scema, ma vergognoso, bassi gli occhi nella preghiera, resto in attesa della palese sua misericordia.

lunedì 1 febbraio 2021

Che cerco nella preghiera?

 


Come nella preghiera con tono diverso ripeto il tuo nome per novella richiesta d'aiuto o per dovuta riconoscenza a quel che mi dai, amato da te per la donna mia, così cerco il tuo volto. È di donna che sorride quale il cielo, di stelle tutto o buio di nuvole, o radioso di luce completa e ai fiori che sole dischiude e che brezza accarezza? O di donna delusa, che piange la fine d'un amore, abbandonata alla solitudine che eco non fa alle parole sue, o che figlio diletto ha appena perso? Non so e forse hai il volto di tutte, come il tuo nome è quello di ogni amata!



mercoledì 27 gennaio 2021

Chi è Gesù

 

Quand'ero giovane e medico a certe dure notizie, ostentavo sicurezza psicologica, che vero non avevo. Oggi odo, vedo di simile e la vecchia pena si rinnova, ma le lacrime più non trattengo. Dico di sapere da sempre il dolore di genitori in lotta, impari ancora, con la malattia, il cancro, di un figlio. Essi ne conserveranno nel cuore la vita tutta l'amaro ricordo, quale il fortunoso esito. Ottuso e ingiusto il male, che nemmeno dio-Gesù risparmia, che è a un tempo chi ne soffre per l'altro e chi ne soccombe!

lunedì 25 gennaio 2021

Paradiso sperato

 

Quanto somiglia quest'età alla prima di bambino! Gli stessi bisogni di attenzione e affetto, e tornano i sogni! Mi chiedo, quale il mio paradiso? Verde e ameno certo lo sogno, ma soprattutto da vivere almeno per il tempo che mi sia permessa novella opportunità di chiedere perdono a tutti. Ché allora, risanato dal concesso, richiesto, a qualcuno donarlo potrei. E l'amore? Poterlo chiedere daccapo a chi qui non l'ha capito e potuto assecondare e vivere proficuo con me. Anche a chi, qui accogliendolo, e dico della donna mia, ha poi subito con me l'amaro del distacco, anche se per piccola ora. Sì, chiedere, gridare a chi non potrà non sentire, il bene, il buono, il bello perduti, sopraffatti, sempre troppo presto, da quanto fa qui lo spessore del male. Ecco il vero sperato, è quello di poter considerare brutto sogno questa vita. Per quanto? Mi basterà un attimo appena, tutto il mio paradiso!


lunedì 11 gennaio 2021

Riconciliazione

 

 Impera qui il male che tutti imbriglia e Dio stesso non risparmia. E me ne chiedo il perché nell'età in cui prepararsi è bene a lasciar questo mondo. Così tento una risposta al perché Dio s'è dovuto far uomo e vivere una vita, sì da “magister” delle cose divine, ma dall'epilogo tanto tragico. Ecco, mi dico, pensiamo a due che stanno in un pianoro, uno si stacca e s'allontana, ma entrambi vedono l'altro che rimpiccolisce e l'immagine farsi confusa, come scemar voglia. Chi è rimasto è Dio, l'altro se ne è allontanato, peccando. Questo fa il peccato, ci allontana da Dio, che subisce la sofferenza del distacco. E' il Cristo a percorrere la distanza che separa, quando l'altro, pentito, s'arresta e tenta il riavvicinamento. E il Cristo, così agendo, sopporta daccapo i patimenti della vita sua da uomo, subendo il male che l'ha diviso da chi, peccando, vittima ne ha fatto con lui.

martedì 8 dicembre 2020

Andremo dov'è l'amore

 

Occhi per gli occhi,
Mani per le mani,
Fiammeggiano insieme i nostri cuori.
Possibile che tutto sarà solo cenere morta?
La scienza per ora, meschina,
Vincer la morte non può,
Ma lo potrà sicuro e forse giorno vicino,
Tanto il suo fervido cocchio
È veloce!
Allora continuare questa vita
Vorranno insieme,
A noi simili, cuori amanti,
Fin quando, fin dove amore li porti.
Allora, e fantastico, solo volontario sarà forse
L'abbandono del mondo,
Quando in amara delusione finisse amore,
O affacciato mai si fosse a tenero cuore.
Tutto in quell'epoca potrà essere surrogato,
Consenso, fortuna anche,
Benessere perfino, e salute certamente,
Ma non la gioia del vero amore,
L'unico che anche ora l'idea stessa di morte divora.
Quella la cui ombra, minacciosa,
Ora sempre torna a rendere
Precaria ogni felicità, baleno nei cuori,
E che affascina e affosca ogni anima.
Ma da sempre amore spira,
Invenzione d'uomini non è davvero,

Ma scoperta, ché
Raggia dal cielo divino,
E vero fa balsamo a cuori in tumulto.
Sempre per questi ci sarà di sogni
Il bisogno, nostalgia avranno della primavera
E per tutti la speranza di turgide aurore,
Che amore rinnova luminose,

Nonostante tante storie tristi,
Pastoie comuni di questo mondo!
E la madre divina, la <<sine macula concepta>>,

Già ci chiama,
E il suo è amore senza lusinghe, senza inganno,
Senza equivoci, l'unico che ucciderà la nostra morte,
O compagna mia fedele, e dolce.

Eppure passarne dovremo le strettoie gelide
Per veder tanto sorriso promesso e sentirne calore.
Ma battiti di cuore, già per noi soavi s'annunciano

Di quella che invoco, chiamandola come io ti chiamo, Amore!