martedì 15 settembre 2020

Speranza, offerta d'amore

 

Proprio questa problematica realtà, a chi sa leggerla, fa riconoscere la necessità che ne ha Dio, che la permette per esisterne. Infatti esiste dell'amore, risposta di chi, nonostante il vissuto, avvertendo il sofferto afflato del suo Cristo, lo ricambia. Come? Con la speranza di bene che pur accende nel suo cuore. Speranza nonostante, è offerta d'amore! Ed io, con la mia fragilità, con la pochezza del mio stare a questo mondo, sto tra quelli che, sperando nonostante, gli donano una briciola vitale, dalla loro sofferenza, che è la sua, perché è del suo Cristo. Il poco quindi, il quasi nulla che sono, necessita a chi è più del tutto. Sofferenza, bisogno d'ascolto, speranza di affrancamento, di pace, sono scambiati tramite il Cristo, e fanno amore e se ne vive! Sì, viviamo d'amore e ne facciamo vivere Dio.

giovedì 27 agosto 2020

Appartenere a Cristo

 

San Bernardo chiama questa vita, esilio. Da che? Da quello che appieno vivremo solo dopo, l'amore. Viverlo già oggi è di tutti i credenti in Cristo. Occorrerà, sebbene imperfetto, non limitarlo alle sole persone care, ma includere gli altri. Chi sono? Non solo i possibili interlocutori d'oggi. Quelli le cui necessità sono da far nostre. Ma anche chi ci osteggia o volle lottare la nostra volontà di bene. Tutti quelli che necessitano perciò di perdono. Tra questi allora anche il nostro io vecchio, trascorso sì, ma il cui ricordo accompagna ogni tentativo di affrancamento completo. Ecco il nostro eroico appartenere a Cristo!

venerdì 14 agosto 2020

Immacolata

 

Ho piccola fiamma nel cuore, grande speranza! Quando, ragazzo, m'innamoravo, il cuore immerso era tra tutte cose viste belle, anche quelle che prima indifferenti m'erano. Tutte certo immagini della bella desiderata, ma anche preludio alla bellezza in sé, alla sua comprensione, alla possibilità di raggiungerla e viverne. E vero donna m'è venuta ché ne viva! Di simile vivo d'altra donna, quella del cielo, che incessante prego. È certo la donna qui venuta perché, immacolata, fosse porta alla luce, e ora fa che me ne sia dischiusa la bellezza, ché d'essa ella è non solo stella, ma fonte! Così è nella preghiera che vivo preludio il tempo che qui mi resta, ché essa mi dà speranza di piena luce, pur tra tante ombre!

mercoledì 5 agosto 2020

Dolore e amore

Il dolore nessuno esenta, nemmeno Dio. Ecco, il suo Cristo è tuttora sofferente, tutti volendo coinvolti nel suo amore. Perché è per il dolore che capiamo le ragioni dell'amore e le vogliamo concretizzate con qualcuno. Quanto talvolta costi raggiungerlo e mantenerselo è sofferenza che vorremmo apprezzata! Per Gesù, ugualmente preziosi i cuori da far propri, la pena per raggiungere il più arrendevole è la stessa sofferta per più ostinato. Così per mantenere nel suo i loro cuori sfuggenti.


giovedì 16 luglio 2020

Chi stringono le braccia di chi ama?


La fede pensa la donna del cielo sopravanzare ogni donna di qui. Pure a chi vero ama, qualcosa della propria donna richiama quelle doti che fanno concepire <<sublimis inter sidera>> la donna celeste. Se così non fosse, non solo egli non amerebbe l'una quanto un cuore qui può, ma l'altra, la celeste, perderebbe nella vaghezza del sempre più perfetto. Insomma la concretezza, fisicità e spiritualità, della donna che il cuore ha raggiunto, sebbene limitata, è immagine dell'altra, anzi solo se le braccia stringono la donna di qui, si sente di possedere l'altra.

lunedì 6 luglio 2020

Un'esperienza da comunicare.



La dolcezza e la serenità che vengono dalla preghiera forse non sono per le tante “ave”. Ma scendono da quell'unica, che però non sai quando viene, che par uscita non dalla mente e dalle labbra fedeli, ma dal cuore. Quelle parole vi tornano lente, come scandite, e paiono non più umane, ché, anticipatrici, ad esse seguitano quelle stesse per l'incredula Maria, dalla bocca di Gabriele. Ne viene un'emozione profonda da vincere tutte le pene, ché quella che le udì, le ode ora proprio, accanto a te!


venerdì 3 luglio 2020

Occhi di donna.


 È la donna che, in ogni epoca di vita, ha abbreviato la distanza tra la realtà di qui, a volte assai povera, da me vissuta, e la sognata. Ecco, presenti tuttora e non solo come ricordi, vividi come quelli d'oggi, che guardano, da sempre amorevoli, la mia senilità, sono gli occhi teneri di mia madre, gli ingenui e sognanti della mia fidanzatina smarrita, i dolci, ma severi a un tempo, della donna della mia maturità. Perché sono più di ricordi? Forse perché so che sono tutti la finestra, che da sempre vuoi spalancata sulla mia povertà, da far perenni, attenti e ridenti, gli occhi di chi m'ama, o donna del cielo. Perché tu mi guardi solo per essi, viventi certo nel tuo presente, che è fuori da questo tempo. Questo fugge, mi sfugge e altro non sa fare che tentare che tutto trascorra, anche la mia gioia d'oggi, dal momento che, tu lo vuoi, avverto simultanei questi occhi sorridermi!