martedì 15 gennaio 2019

Quanto trasforma l'amore!


Trasforma l'amore? Già amare fa vivere in armonia con l'altro, rinunciando così a qualcosa del proprio sé, ma col tempo sempre più si fanno propri i suoi interessi, le sue aspirazioni, i suoi sogni e si finisce con l'esistere per l'altro, per la sua serenità, per la felicità sua! Non solo si è una persona diversa, ma trasformati un po' o tanto nell'altra! E amando il dio che c'è di simile? Si finisce con l'esistere per farlo esistere per l'altro, ché la persona cara lo ami e se ne senta amata, con la certezza che l'amore qui scambiato abbia così superato la dimensione umana, non viva più ai margini del bel giardino fiorito, appena intravisto, ma i cuori amanti ci stiano dentro! Amare il dio è divinizzare l'amore, è prestare a lui, i propri occhi, le mani, le orecchie, ché guardi, tocchi, sfiori, senta la persona amata e i sospiri suoi, è far così che sia suo quel cuore tanto gelosamente celato, attento ai più piccoli suoi moti!



martedì 1 gennaio 2019

IL dio c'è, ma dov'è?


Vecchio, mi ritrovo una vita tutta mediocre e ne vorrei perdono, ma a chi chiederlo con certezza d'ascolto? Molti problemi mi hanno accompagnato la vita tutta, irrisolti o con risposte insoddisfacenti. Così quello del dio, che ora spero chi sappia perdonare sempre. Assetato d'amore, anche umano, ho vagato desideroso d'ascolto da parte di altri uomini e più ancora di loro parole significative, in cerca di tracce divine. Ma ora credo nonostante l'indifferenza, forse solo apparente quella del dio, ma concreta di troppi. Allora scrivendone, comincio col chiedermi da onesto insipiente, quale sono rimasto nonostante la fede,

Ho, come un randagio, solo formicolato con tutti gli altri uomini sul dio, se lui è il mondo, artefice esso stesso di questo assai deludente tutto, in cui brulichiamo, e del suo e nostro destino?

Oppure il dio è distinto da questo tutto e, o sta a parte, esentato dal male, oppure è qui immerso ed è stato travolto con noi dal mondo, ospitante cattivo?

Mi chiedo anche, Può essere il dio se non è il mondo stesso, da tutto risparmiato? Quand'anche, non lo sarebbe dalle nostre assillanti richieste di aiuto, tanto siamo travagliati, e anche non dalla domanda, sempre rinnovata, di manifestarsi con quelle virtù, che ci difettano e della cui scarsità o assenza ci lamentiamo da tutta la vita da doverne chiedere perdono!

Ma constato che l'umanità non sa completamente risolversi e il problema resta, o il dio è carico di tutto il male possibile e delle rare parvenze di bene, è cioè il mondo stesso, o è portatore di solo bene. Quest'ultimo, distinto dal mondo, è il dio dei libri sacri e della speranza di quelli come me. Sì, è l'agognato da sempre dalla più parte di noi uomini! È allora, mi chiedo, anche il responsabile della penuria o assenza, qui diffuse, di serenità e bene? I credenti, io tra loro, sono solo sicuri che ne senta su sé tutto il dolore!

Il mio amore però lo vuole perdente con me, vittima di questo tutto, il mondo, che, sua creazione, gli è sfuggito, gli fa prepotenza, l'ha detronizzato e fatto povero cristo peregrino, che chiede aiuto a noi, più fortunati, e prega un trascendente, che invoca padre suo e nostro! E io lo faccio con lui e nei momenti migliori ho gli occhi al cielo anche in notti diacce come queste, ma serene. Allora gli occhi presto si velano alle parole sacre, che pronuncio e, come dice una bella canzone, vedo, socchiudendo le palpebre, le stelle farsi corona, e ne ho pace!





venerdì 28 dicembre 2018

Chi è l'amore domanda amore


Di chi ci sta accanto finiamo col conoscere, o intuire, bisogni, desideri, speranze, e ben lo chiamiamo prossimo. Perché c'è? Forse, sentiamo, col cristo, imperativa una risposta a quel che chiede o tace. Allora nel soddisfare, o almeno tentandolo, le necessità dell'altro, possiamo amare nella concretezza il dio, altrimenti sconosciuto, e per questo ci è stato da lui stesso donato come prossimo! Chi è l'amore abbisogna d'amore! Allora è per questo che tutto, questo mondo con tutti noi, gli appena esentati e chi è nella pena del bisogno, esiste?

domenica 9 dicembre 2018

Giudicati sull'amore dall'amore!


Per noi, credenti o non, il giudizio! Giudicati saremo sull'amore. Ma chi ne è vissuto pienamente non sciupandosi il cuore in altri interessi? Io ho sempre, nelle diverse epoche di vita amato! Sì, una donna, ma forse non abbastanza, come la dedizione dell'altra avrebbe meritato, o non ho saputo lottare l'apparente, ma superabile, sua indifferenza! Ma non ho rimpianti, ancora guarito da donna, questa mia! Con gli altri tutti, il prossimo, ho tentato l'amore comandato! Sono tranquillo? Niente affatto! Ho chiesto all'amore stesso perdono, ché il male nasce in chi ne difetta, e questa tentazione non deve avermi mai completamente lasciato, ché manchi ho avuto e ho, d'amore. Ma occhi, teneri con me quasi sempre, mi guardano pazienti, occhi appassionati di donna, di sposa, di madre, occhi che vedono in me il loro tutto. Sfidano la mia apparente indifferenza, seminano daccapo speranzosi la mia aridità di vecchio! Ed ecco, miracolo, rinascermi qualcosa, tenera piantina dapprima, ma che subito ben radica e si fa vigorosa! Che è? È ancora l'amore! Per chi, per che? Per questo cuore caparbio, che mi sta di fronte con occhi or teneri or severi, per gli altri, gli indifferenti pure, per la vita tutta, anche per la passata peccaminosa, senza iniziative o risposte d'amore e per quella d'oggi, aperta di nuovo alla speranza!

venerdì 30 novembre 2018

L'amore trasforma


L'amore trasforma. Il mio, lunga e ostinata la determinazione, potrebbe dire, Ecco, ho fatto di te un uomo! Vero, ma direbbe corto! Perché? Mi sento chi non solo finalmente dà a questa donna quasi l'atteso e ha vergogna dei manchi passati, ma vorrebbe per lei la gioia completa. Quale so io? Poter senza meta e tempo andare per una valle, tenendoci per mano tra erbe e fiori di primavera con alberi ondeggianti e mormoranti a far corona. Fintantoché, stanchi, adagiati sull'erba molle, attendere le lucciole parlar d'amore per poi svanire nello stellato... Sì, tutte, lucciole e stelle, per lei, affinché ciò che gli occhi ammirino nella meraviglia le facciano traboccare il cuore di gioia! Ancora, velati gli occhi con i luccichii farsi corona, aver tanta fede da poterle dire, Ecco, il buon dio anticipa qui per noi il suo paradiso!


domenica 25 novembre 2018

La volontà di bene


Talvolta in questo rapporto d'amore mi chiedo, Se qualcosa ci minacciasse, sarei pronto a far da scudo a questa mia donna?
Mi rispondo dalla mia sincerità, conscio di quella che era forse forza e che ora sicuro s'è fatta debolezza, come le dicessi, Sì, piccola donna, ti proteggerei!
Ma basterebbe l'intento? Talvolta ciò che viene, offende nonostante. Sì, è più forte, e col male, ecco il dolore! È allora che la presenza dell'altro, credo, sia di mutuo conforto e le parole buone sussurrate diventano importanti, vitali, per entrambi! Così che mi dico, Se te, cuore amato, allora tanto provato, non avessi potuto preservare dal dolore, sicuro ti preserverei nel dolore!
La fede non ci dice di simile? Il cristo non ci protegge dal dolore, che inevitabile contamina la vita, ma nel dolore! Fiat voluntas tua, diciamo nel pater noster, non tanto per rassegnazione nell'inevitabile impatto col male, ma perché fiduciosi nella divina volontà di bene, la stessa che in cielo, che ci assicura di non esser soli a lottarlo!



martedì 6 novembre 2018

Amore e speranza


Chi non ama nemmeno preghi! Perché? Mi chiedo, Posso limitare l'amore? Posso cedere alla tentazione dell'egoismo di essere solo per questo mio tu, questa mia donna, o anche limitare il mio interesse a una cerchia ristretta di persone, cui dare e da cui attendere contraccambio di bene, e cui dire le parole con le quali si dà e si chiede qualcosa di bello e buono? Se così fosse, avrebbe più senso la mia preghiera? Non è essa un uscire dal proprio sé e dalla eventuale volutamente angusta propria cerchia degli affetti e dalle parole usate in essa, per muoversi verso chi è l'altro per antonomasia, perciò andare oltre ogni altro di qui e ogni possibile ascolto, pensato insufficiente? E nel pregare non si è fiduciosi che un vero ascolto ci sia fruttuoso solo da parte di quel chi, pensato fonte di ogni bene, che è in cielo, cioè oltre la fallacia di questo mondo e che si conosce solo nelle proprie, ora veramente diverse, parole, che gli chiedono pressante attenzione nella necessità del momento? Allora mi chiedo, Quando la mia speranza, che esprimo con la preghiera, può essa stessa essere l'agognata risposta dal cielo? Credo che lo sia quando non contraddittoria, come sarebbe nella pretesa d'ascolto, ascolto che mai avessi avuto per i bisogni, le urgenze degli altri! Quindi è solo per quelli, e io tra loro non sarei, che non abbiano limitato l'interesse, la disponibilità verso ogni altro, ma abbiano dato, come hanno potuto, sempre! Abbiano perciò verso tutti tentato l'amore!